Jean-Luc Mélenchon, leader dell’estrema sinistra francese, è finito nel mirino del governo, dopo l’omicidio di Quentin Deranque, 23enne di destra aggredito con calci e pugni da un gruppo di militanti antifascisti, la Jeaune Garde Antifasciste. E l’idea “Quentin come Ramelli” scuote i banchi del Parlamento europeo e delle forze politiche italiane. L’eurodeputato di FdI, Nicola Procaccini, ha lanciato l’accusa senza mezzi termini: “Quentin è morto come Sergio Ramelli, ucciso a sprangate”, e ha puntato il dito contro “questo antifascismo che dovremmo adorare”.

Ma il colpo arriva doppio: secondo Procaccini quella violenza non è un episodio isolato, ma parte di una tela che coinvolgerebbe anche esponenti italiani di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e del Movimento 5 Stelle.

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“Ci aspettiamo – conclude l’eurodeputato – che Conte e Fratoianni prendano immediatamente le distanze da questo vile omicidio, dalle vergognose dichiarazioni di Mélenchon e dai loro compagni di viaggio”. Il riferimento è alle firme italiane su un appello internazionale per il “rafforzamento dell’azione antifascista e antimperialista”, sottoscritto da Ilaria Salis e Mimmo Lucano che, secondo gli attacchi di Fratelli d’Italia, legittimerebbe in qualche modo quei gruppi violenti della Jeune garde.