Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

17 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:01

Quasi cinque giorni dopo l’aggressione mortale contro il militante di estrema destra Quentin Deranque, la Procura di Lione ha fermato quattro sospetti. Come era emerso nelle scorse ore, tra questi c’è anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di Raphael Arnault, deputato de la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon e fondatore del collettivo di estrema sinistra Jeune Garde che è stato sciolto a giugno 2025. Un altro dei fermati, Adrian B., è stato membro dello stesso movimento.

I quattro sono stati interpellati nell’ambito di un’indagine per “omicidio volontario” e, stando alle ultime indiscrezioni, potrebbero essere solo i primi militanti coinvolti. Ad accusare la Jeune Garde erano stati finora solo gli attivisti di estrema destra, insieme al ministro dell’Interno Laurent Nunez. Sul gruppo pende il procedimento per lo scioglimento e, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, non possono più ricostituirsi. Ma secondo alcuni testimoni, alcuni dei loro esponenti sarebbero stati presenti durante lo scontro. L’aggressione è avvenuta intorno alle 18 del 12 febbraio, mentre l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan parlava all’università e poco dopo la contestazione delle femministe identitarie di Némésis.