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16 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 22:02

La France Insoumise sotto accusa per l’uccisione del giovane militante nazionalista, Quentin Deranque, nel corso di un’aggressione da parte di “almeno sei uomini”, venerdì scorso, a Lione. Tanto che la presidente dell’Assemblea Nazionale, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione del “diritto d’accesso” in Parlamento di Jacques-Elie Favrot, l’assistente parlamentare del deputato Raphael Arnault, membro del partito di estrema sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon, il cui nome viene ”citato da diversi testimoni” che hanno assistito all’agguato mortale. “La sua presenza tra le mura dell’Assemblea potrebbe causare turbative dell’ordine pubblico”, si legge in una nota diffusa dalla presidenza della camera bassa francese. Braun-Pivet “ha dunque deciso di sospendere, a titolo preventivo e senza pregiudizio alcuno sul seguito dell’inchiesta giudiziaria, i diritti d’accesso di quest’ultimo”.

Una decisione che arriva mentre le altre formazioni assediano Lfi denunciandone la “responsabilità morale” dell’omicidio, come fatto dalla portavoce del governo, Maud Bregeon, che denuncia il “clima di violenza” nel dibattito politico. “La France Insoumise incoraggia ormai da anni un clima di violenza – ha detto ai microfoni di Bfmtv/Rmc – La France Insoumise ha legami confermati, se non riconosciuti, con gruppi di ultrasinistra estremamente violenti”. Tutto mentre le indagini sulla morte del giovane nazionalista dopo l’aggressione subita a una conferenza dell’eurodeputata LFI, Rima Hassan, vanno avanti. La Procura di Lione ha annunciato l’ampliamento dell’indagine al reato di “omicidio volontario“, mentre diversi sospettati sono già stati identificati. Inizialmente gli inquirenti indagavano per percosse mortali aggravate, ma dopo l’autopsia e l’analisi degli elementi raccolti si è deciso di procedere per omicidio volontario. Il procuratore Thierry Dran ha precisato che la polizia ha già sentito più di una quindicina di testimoni e sta esaminando i filmati dell’aggressione, ma “al momento non ci sono stati interrogatori”, smentendo anche le prime notizie su eventuali coltellate: “No, assolutamente no”.