Le ricerche continuano. La Procura di Lione non ha ancora individuato le sei persone che, mascherate, hanno linciato giovedì Quentin Deranque, 23 anni, morto poi sabato per le ferite subite. L’incidente ha subito assunto un carattere politico: Deranque era un fondamentalista cristiano e l’assalto è avvenuto mentre manifestava contro l’eurodeputata Rima Hassan, in visita all’Institut d’Etudes Politiques a Lione, il capoluogo francese dove si confrontano, con iniziative a volte violente, movimenti di ultrasinistra e ultradestra.
Il procuratore della città francese, Thierry Dran, non ha voluto esplicitamente legare l’assalto alla sinistra estrema, ma il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin e il ministro degli Interni Laurent Nunes non hanno avuto remore. Deranque era nel servizio d’ordine del collettivo femminista Némésis: sette manifestanti del gruppo a difesa «delle donne occidentali» stavano contestando la presenza in un dibattito della politica e giurista della France Insoumise, nata in territorio palestinese e naturalizzata francese, nota per considerare Hamas «legittima dal punto di vista del diritto internazionale» che agisce in base a un «diritto a resistere contro l’occupazione straniera»: per queste frasi alcuni esponenti politici francesi hanno chiesto che le sia ritirata la nazionalità francese (possibile in caso di indegnità e slealtà).











