Ha addirittura un nome. A me ricorda una diagnosi clinica, la spia di un disagio profondo, ma a quanto pare è di gran moda. Si chiama vaguebooking.
È quella strana ferita digitale che si tenta maldestramente di curare esponendola al mondo. Un abbandono, un tradimento, una delusione cocente, un fidanzato che sparisce diventano un’urgenza comunicativa e si trasformano in un post allusivo scritto con un linguaggio-non linguaggio, da postare sui propri social.
Parlo con tutti e con nessuno. Racconto di un disagio, ma non dico cosa mi fa star male. Strategie lessicali al confine con i problemi di comunicazione. Chissà, magari gli stessi problemi di comunicazione che hanno fatto deragliare la coppia.
"Mi ha tradito e l'ho perdonato. Ma lo ha fatto di nuovo"
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