BELLUNO - Che sia a due o a quattro: tutto un altro bob. Nella settimana in cui il Cortina Sliding Centre è sotto i riflettori, arriva il ricordo di Adriano Bee, il bobbista bellunese che per 7 anni ha vissuto -come ricorda- «l’ultima fase eroica delle piste naturali, senza tettuccio e con stress emotivo ben più forte di oggi». Il riferimento va, in sostanza, alle differenti norme che riguardano la tutela degli atleti. Bee, classe 1952, ha il patentino da pilota di bob. È uno dei rarissimi bellunesi (anche se nato a Lamon, è vissuto in città da quando aveva 6 mesi) ad avere nel cassetto il pass olimpico degli atleti. Da frenatore, infatti, ha partecipato ai Giochi di Innsbruck nel 1976, e al Campionato del mondo che si tenne a Cervinia l’anno prima, giungendo settimo. E primo degli equipaggi italiani. Fu proprio in quella occasione che Achille Compagnoni, l’alpinista che salì il K2, consegnò a Bee la coppa per la migliore “spinta”.

Pare veramente preistoria.

«Che fosse a Cervinia o a Cortina, la pista era delimitata da muretti in calcestruzzo, gli addetti buttavano neve e poi acqua, e lisciavano infine il ghiaccio che si era formato. Si correva solo al mattino presto o, come a Cortina, di notte. Ora le piste sono progettate con il computer e sono diventate sicure, ma standard».