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Bob, skeleton e slittino sono tre sport invernali di cui si parla spesso in relazione alle piste su cui si svolgono, costose e piene di curve. Si dedicano invece molte meno attenzioni agli attrezzi con cui si praticano e da cui prendono tutti e tre il nome. Eppure sono attrezzi fondamentali (ci si deve scivolare sul ghiaccio a oltre 100 chilometri orari) e pregiati (un bob a quattro costa fino a 130mila euro). Per questo, e per via di quanto sono ingombranti e pesanti, si fa una gran fatica a portarli in giro per il mondo.
Bob, skeleton e slittino si svolgono sulle stesse piste, ma tra loro ci sono importanti differenze. Molto in breve: nello skeleton si gareggia a pancia in giù e faccia in avanti, nel bob gli equipaggi arrivano fino a quattro atleti e lo slittino è l’unico in cui si parte da seduti. Tutti e tre gli sport sono a tempo – vince chi ci mette meno ad arrivare in fondo – e in tutti e tre i rispettivi attrezzi sono anche noti come “slitte”.
Anche le slitte hanno caratteristiche differenti. Il bob è anche noto come “Formula 1 del ghiaccio”: le sue slitte hanno carenature simili a quelle di un’auto da corsa, e anche entrarci è un po’ come entrare in un’auto da corsa. Lo skeleton è piatto ed essenziale (fuoriesce solo una sorta di imbracatura che lega il busto del pilota alla slitta), mentre lo slittino è ricurvo nella parte anteriore per dare modo ai piedi di contribuire alle sterzate.







