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17 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:58

Non era una concorrente esterna della ‘ndrangheta. Con la formula “perché il fatto non sussiste”, la criminologa Angela Tibullo è stata assolta in secondo grado dal reato più grave, per il quale era stata arrestata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta “Ares” contro le cosche della Piana di Gioia Tauro. Lo ha deciso nei giorni scorsi la Corte d’Appello presieduta dal giudice Gianfranco Grillone, che l’ha condannata, invece, a un anno e otto mesi di reclusione per intralcio alla giustizia e falsità ideologica. Per entrambi i reati è stata esclusa l’aggravante del favoreggiamento ai clan Cacciola e Grasso di Rosarno. Una pena comunque sospesa anche se, in realtà, Angela Tibullo l’ha già scontata perché la criminologa ha trascorso 70 giorni in carcere e tre anni agli arresti domiciliari.

La vicenda risale al 2018: Tibullo è stata arrestata in un blitz antimafia che aveva coinvolto 45 persone, con l’accusa di essersi prodigata per corrompere i periti che dovevano certificare l’incompatibilità al regime carcerario degli affiliati alla cosca Cacciola di Rosarno. Nell’ordinanza di arresto, i magistrati parlarono di “un consapevole, specifico contributo, efficiente al rafforzamento-conservazione dell’accusa di stampo mafioso”.