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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:07
Ora c’è anche il timbro della Cassazione: la ‘ndrangheta in Trentino esiste. Ed esistono gli insidiosi intrecci tra ambienti mafiosi e politica locale in quel Nord ricco che a volte si ritiene isola felice e indenne. La Suprema Corte nei giorni scorsi ha confermato le condanne per otto persone. In tutto le pene sono di 75 anni, 6 mesi e venti giorni. Si aggiungono a precedenti altre tre condanne ormai definitive.
È la conclusione dell’inchiesta “Perfido” che aveva aperto uno squarcio sulle infiltrazioni nel mondo della cave di porfido in provincia di Trento. Un’indagine partita grazie alle coraggiose denunce del segretario comunale di Lona Lases, Marco Galvagni. Al lavoro dei carabinieri del Noe di Trento. Ma anche, va ricordato, a un’inchiesta del Fatto Quotidiano ormai di dieci anni fa.






