Decine di russi, insieme a diplomatici europei, hanno reso omaggio ad Alexei Navalny deponendo fiori sulla sua tomba in un cimitero alla periferia di Mosca, nel secondo anniversario della morte avvenuta in una colonia penale artica.
Due giorni prima dell'anniversario cinque Paesi europei hanno accusato lo Stato russo di avere ucciso Navalny avvelenandolo con una rara tossina: "Il Cremlino è pienamente responsabile", ha quindi affermato l'alto rappresentante della Ue, Kaja Kallas. Mentre la madre di Navalny ha chiesto che venga fatta piena luce sulle responsabilità. Ma il Cremlino respinge con forza le accuse, definendole "prive di fondamento". I diplomatici di diversi Paesi europei, tra cui l'Italia, si sono raccolti sulla tomba dell'oppositore, nel cimitero Borisovo. I media dell'opposizione hanno riferito che analoghi omaggi sono avvenuti in altre città russe, tra le quali San Pietroburgo e Novosibirsk, dove fiori sono stati deposti da qualche cittadino sui memoriali dedicati alle vittime della repressione politica. L'ong Ovd-Info, specializzata nell'assistenza legale agli oppositori, ha detto che un uomo è stato fermato - per venire rilasciato poco dopo - mentre deponeva fiori su uno di questi monumenti a Volgograd. Mentre a Mosca è stato preso in custodia dagli agenti un giovane che aveva messo in atto una protesta individuale mostrando in strada un cartello con la scritta 'La Russia sarà libera!'.














