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16 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:13
Cuba sta vivendo giorni difficili. Le politiche ostili dell’amministrazione Trump hanno messo l’isola in ginocchio. Per reagire all’embargo petrolifero imposto dagli Usa, L’Avana ha dovuto adottare un drastico razionamento del carburante, con gravi ripercussioni sull’economia locale e, soprattutto, sulla vita delle persone, private di servizi fondamentali come trasporti e sanità. Adesso, il governo ha lanciato un allarme sanitario denunciando che oltre 32mila donne incinte si trovano attualmente in condizioni di rischio per la loro salute a causa del blocco energetico: a renderlo noto è un comunicato del ministero della Sanità, che sottolinea come la crisi stia colpendo in modo esteso non solo le gestanti, ma anche altre categorie particolarmente vulnerabili.
Secondo quanto riferito dalle autorità cubane, l’emergenza riguarda “tutti i servizi vitali per neonati, minori, diabetici, malati di cancro e per coloro che necessitano di interventi chirurgici o cure d’urgenza”. Tra le conseguenze più gravi, viene segnalata in particolare la difficoltà per le donne incinte di accedere “alle ecografie ostetriche per il monitoraggio fetale e ai test genetici per la diagnosi tempestiva di malformazioni”, si legge nel comunicato. Il problema non si limita alla diagnostica.









