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Ultimo aggiornamento: 7:43
di Sara Romanò
Cuba ha negato all’ambasciata Usa di importare petrolio per il proprio personale, definendo la richiesta “sfacciata”. D’altronde, a causa del blocco statunitense unilaterale ed extraterritoriale, da tre mesi l’isola non riesce a importare petrolio, limitando non solo la sovranità di Cuba ma anche quella di altri paesi. Da mesi i cubani vivono prolungati blackout che limitano l’accesso all’acqua, alla possibilità di conservare e preparare cibi, di spostarsi, di riposare nonostante la calura delle notti equatoriali grazie al sollievo di un ventilatore. In un simile contesto, rifornire di petrolio chi lo sta negando a tutta l’isola, inclusi bambini, anziani e malati, apparirebbe beffardo. Tuttavia, questa risposta finirà probabilmente per aumentare le tensioni tra Cuba e Usa.
Quasi ogni giorno Trump dichiara che si impadronirà di Cuba e recentemente ha affermato che “può farne ciò che vuole”. Alle sue minacce Cuba risponde con esercitazioni militari, mentre negli Usa tre senatori democratici hanno presentato una risoluzione per ribadire che un’azione militare contro l’isola deve essere approvata dal Congresso e non può essere decisa dal presidente. Di fronte al Congresso, il generale Donovan ha dichiarato che non è in preparazione un’aggressione, ma che gli Usa sono pronti a reagire a qualsiasi attacco contro l’ambasciata all’Avana o la base di Guantanamo. Alla Camera, il Pentagono ha però sostenuto che i servizi segreti cubani rappresentano una minaccia per la sicurezza Usa, anche per la loro capacità di infiltrazione nei paesi della regione.









