C’è qualcosa di incredibile e insieme di rivelatore in quel che è avvenuto nei mass media in occasione della Conferenza sulla Sicurezza svoltasi a Monaco negli scorsi giorni. Dopo le parole pronunciate dal cancelliere Friedrich Merz, pareva che non dovesse esserci più rapporto alcuno non solo tra Germania e Stati Uniti ma tra gli Usa e tutti gli Stati europei (che io sempre definisco come Europa) e in primis l’Ue, che differisce dall’Europa essendone la trasmutazione neo cameralistica, l’avversario degli Usa diveniva dunque l’Ue, ossia quell’insieme di Trattati gestiti da una tecnocrazia che si va sempre formando e trasformando grazie ai voti dei parlamenti nazionali europei e al lavorio delle diplomazie via via createsi nel tempo, secondo le regole da queste stesse tecnocrazie create per gestire con se stesse gli Stati nazionali. Ora codeste tecnocrazie son state chiamate - di nuovo, come accadde con le guerre balcaniche - a doversi confrontare con una guerra prolungata e di aggressione imperialistica contro una nazione non aderente né all’Ue né alla Nato, ma proprio per questo ancor più portatrice di significati storici che affondano le loro radici sia in un passato storico europeo plurisecolare, sia in un periodo a noi ben più vicino, quello della caduta dell’Unione sovietica e dell’emersione dell’imperialismo oligarchico nazionalista di Putin e dei suoi alleati strategici, tra cui spiccano la Cina e l’Iran.
Quelle radici che legano Europa e Usa | Libero Quotidiano.it
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