Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – A un anno dal “j’accuse” lanciato dal vicepresidente Usa J.D. Vance contro il Vecchio Continente, responsabile di aver “smarrito i propri valori”, oggi il segretario di Stato Usa Marco Rubio, dallo stesso palco della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ha invitato solennemente le due sponde dell’Atlantico a ritrovare i motivi per stare insieme, rassicurando non poco i leader europei. “Gli Stati Uniti d’America – ha affermato Rubio dopo aver sciorinato le tappe di quel che lui ritiene essere stati gli errori dei decenni scorsi compiuti dall’Occidente – si assumeranno ancora una volta il compito del rinnovamento e della ricostruzione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale quanto il passato della nostra civiltà. E sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, preferiamo e speriamo di farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa”.

“Facciamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale. Siamo legati gli uni agli altri dai legami più profondi che le nazioni possano condividere, forgiati da secoli di storia comune, fede cristiana, cultura, patrimonio, lingua, ascendenza e dai sacrifici che i nostri antenati hanno fatto insieme per la civiltà comune in cui ci siamo trovati”, ha sottolineato con enfasi Rubio. “E ‘stato qui, in Europa, che sono nate le idee che hanno piantato i semi della libertà che ha cambiato il mondo. È stato qui in Europa, che sono nati lo stato di diritto, le università e la rivoluzione scientifica. È stato questo continente a produrre il genio di Mozart e Beethoven, di Dante, Shakespeare, di Michelangelo e Leonardo Da Vinci, dei Beatles e dei Rolling Stones. E questo è il luogo in cui le volte della Cappella Sistina, le imponenti guglie del Duomo di Colonia, testimoniano non solo la grandezza del nostro passato” ma “prefigurano anche le meraviglie che ci attendono nel futuro”. “Solo se siamo senza rimorsi per la nostra eredità e orgogliosi di questa eredità comune potremo iniziare insieme a immaginare e plasmare il nostro futuro economico e politico”.