L’apocalisse dazi può attendere ancora. Vi ricordate i profeti di sventura, le perdite di fatturato sparacchiate a caso dai centri studi, il clima di terrore alimentato dai fini analisti anti-trumpiani? Ebbene, non solo non è successo nulla di catastrofico, ma per noi le cose sono andate persino meglio del previsto. Dopo i dati snocciolati venerdì da Eurostat, secondo cui nel 2025 il surplus commerciale del Vecchio continente si è attestato a 164 miliardi, appena 4 in meno dell’anno precedente, ieri il Sole 24 Ore ha anche fatto i calcoli di come sono andate le cose dalle nostre parti. Ed è davvero difficile mettersi le mani nei capelli, come in tanti avevano paventato. L’export complessivo dell’Italia nel 2025, scrive l’economista Marco Fortis, è stato di 643 miliardi di euro e, udite udite, è cresciuto in valore del 3,3% rispetto all’anno precedente. Non è finita, perché il risultato ci piazza davanti alle principali economie europee. La Francia si è fermata al +2% e peggio ancora hanno fatto Germania (+0,9%) e Spagna (-0,4%).
I calcoli definitivi saranno possibili martedì con la diffusione dei dati definitivi di dicembre da parte dell’Istat, male stime parlano di 51,6 miliardi, in aumento del 4,9% rispetto allo stesso mese del 2024. Se così fossero le cose, ed è un’altra buona notizia, il saldo commerciale con l’estero durante lo scorso anno si è attestato a 50,7 miliardi, in crescita di 2,5 miliardi. Tutta fuffa, manco a dirlo, per le opposizioni, che definiscono «patetico» il trionfalismo del governo. Ma i numeri parlano chiaro. E descrivono un quadro, piaccia o no, ben diverso da quello che speravano i gufi, sempre pronti a tifare contro l’Italia. Immediata la soddisfazione di Antonio Tajiani. «Il lavoro che abbiamo avviato con il Piano per l'Export continua a dare i suoi frutti. Nel 2025 le nostre esportazioni sono cresciute del 3,3%, con 643 miliardi di beni esportati in tutto il mondo, facendo meglio di Francia, Germania e Spagna», scrive il vice premier e ministro degli Esteri sui social. «L'obiettivo», prosegue, «resta quello dei 700 miliardi di euro di Export entro fine legislatura.








