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La Russia accusa l’Occidente di fare “necropropaganda” sulla morte di Navalny, mentre Regno Unito ed Europa confermano il suo avvelenamento e minacciano nuove sanzioni

La morte di Alexei Navalny continua a scuotere il panorama politico internazionale. Il Regno Unito e i principali Paesi europei confermano che l’oppositore russo sarebbe stato assassinato tramite un veleno estratto dalla pelle di una rana freccia sudamericana. La Russia, tuttavia, nega questa ricostruzione e rilancia la propria posizione. L’ambasciata russa a Londra, nello specifico, ha definito le accuse come un esempio di quella che ha chiamato “necropropaganda occidentale”, sostenendo che l’Occidente non stia cercando giustizia, preferendo sfruttare la morte di un cittadino russo a fini propagandistici. Secondo il comunicato diramato dalla citata sede diplomatica, la narrazione diffusa dai governi e dai media occidentali rappresenterebbe una vera e propria “beffa della memoria del defunto”, trasformando il caso di Navalny in un simbolo di ostilità verso la Russia, più che in un’indagine seria e imparziale.