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Ultimo aggiornamento: 11:15
“Quanto è accaduto è inaccettabile e attendiamo di verificare le responsabilità. Detto ciò, ribadisco che la sicurezza delle cure è un impegno costante a tutti i livelli, cioè ministero, Regioni, aziende sanitarie e ospedaliere, per garantire che ogni paziente riceva sempre la migliore assistenza con il minimo rischio di danno alla salute”. In un’intervista a La Repubblica, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è netto. Ma il caso del cuore da trapiantare a un bimbo e “bruciato” durante il trasporto con il ghiaccio non è solo una devastante colpa medica.
Quanto accaduto scuote la sanità italiana e riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trapianti, ed è particolarmente grave perché alla madre del piccolo non è stato detto subito il vero motivo per cui il cuore, arrivato da Bolzano, non funzionava. Il “danneggiamento” dell’organo è stato scoperto dalla famiglia dalla stampa. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato gli ispettori e anche la Regione Campania, guidata da Roberto Fico, ha attivato i poteri ispettivi. Per Schillaci si tratta di un episodio “particolarmente grave”, pur ricordando che “il rischio zero non esiste”.








