VENETO - Chi ha proposto di candidare Giulio Centenaro al Parlamento alle elezioni suppletive di marzo nel collegio uninominale di Padova? Ufficialmente nessuno. E chi l’ha deciso? Ufficialmente nessuno. Non il direttivo regionale della Lega-Liga Veneta riunitosi giovedì sera. Non il consiglio federale di Matteo Salvini che si è tenuto il pomeriggio seguente. Nessuno dei due organi che, da statuto del partito, sono deputati a proporre e decidere chi mandare a Roma, ha proferito il suo nome. È come se Centenaro, ex consigliere regionale non rieletto a Palazzo Ferro Fini, per inciso il primo dei “vannacciani” in Veneto, fosse “orfano”. Un “padre”, in realtà, Centenaro ce l’ha. Solo che è un “padre” che sostiene di non aver neanche aperto bocca.
Succede questo: ieri, poco dopo le 13, nella chat della Lega di Matteo Salvini per le comunicazioni alla stampa compare la seguente nota. Titolo: “Lega, Centenaro e Di Rubba candidati alle suppletive venete. Promozioni per Bizzotto e Tosato”. Testo: “Giulio Centenaro sarà candidato del centrodestra alle supplettive nel collegio uninominale Veneto 2 - 02, mentre Alberto Di Rubba correrà nel collegio uninominale Veneto 2 - 01. Lo ha deciso il direttivo della Liga Veneta, dopo che Alberto Stefani e Massimo Bitonci hanno lasciato il Parlamento per dedicarsi alla Regione in qualità di presidente e assessore. Non solo. Paolo Tosato è stato indicato quale presidente della Commissione Bicamerale per l’attuazione del federalismo mentre Mara Bizzotto raccoglierà da Bitonci il testimone di sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy. Così in una nota Paolo Borchia vicesegretario vicario della Liga Veneta e Riccardo Barbisan vicesegretario. Così una nota della Lega”.






