VENEZIA - Non solo i due candidati alle suppletive del 22 e 23 marzo. La Lega deve decidere anche a chi affidare l’incarico di sottosegretario di Stato per le Imprese e il made in Italy. E poi scegliere il presidente della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Insomma, quattro nomi al posto di due. E magari si arriverà a cinque se nel pacchetto completo il segretario Matteo Salvini inserirà anche il commissario veneto per il partito. O forse addirittura a sei visto che prima o poi andrà nominato un nuovo vicesegretario federale dopo l’uscita di Roberto Vannacci: in parecchi, soprattutto al Nord, vorrebbero che l’incarico fosse dato a Luca Zaia (e più di qualcuno l’ha chiamato per sondarne la disponibilità), ma, visto che c’è già Alberto Stefani nel pool dei vice, sembra difficile che possano esserci due corregionali.

A 48 ore dall’inizio delle presentazioni dei candidati per le elezioni suppletive (sempre in Corte d’Appello tra domenica e lunedì), la Lega - ma anche il centrosinistra - si appresta a ufficializzare i nomi di chi aspira a prendere il posto di Alberto Stefani e Massimo Bitonci: (ri)eletti alla Camera dei deputati nel 2022, si sono entrambi dimessi dopo le elezioni regionali in Veneto dello scorso novembre. Stefani, una volta eletto governatore, ha lasciato sia lo scranno di deputato che quello di presidente della Bicamerale per il federalismo fiscale; Bitonci, nominato da Stefani assessore esterno nella giunta veneta, ha altresì lasciato Montecitorio e anche l’incarico di sottosegretario. Appunto, erano in due per quattro ruoli. Adesso, invece, i due leghisti che verranno candidati, se eletti ovviamente, non faranno questo e quello, ma saranno “solo” deputati.