PORDENONE - Una trentina tra attivisti e partecipanti, candele alla mano, per ricordare le vittime delle foibe e l'esodo giuliano dalmata in un luogo non causale, San Quirino, località che fu destinata agli esuli istriani. È l'omaggio organizzato, ieri pomeriggio, dai ragazzi di Gioventù Nazionale di Pordenone (il movimento legato a Fratelli d'Italia) in occasione del Giorno del Ricordo (tra i presenti il sindaco del paese Guido Scapolan e il consigliere regionale di Fdi Markus Maurmair).
Ospite della sezione cittadina, Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione studentesca (un'altra ala giovanile del partito della premier Meloni), salito alla ribalta delle cronache per la questione-volantino: il manifesto apparso lo scorso 17 gennaio fuori al liceo pordenonese Leopardi-Majorana nel quale si invitavano gli studenti a segnalare gli insegnanti di sinistra che avrebbero fatto propaganda in classe. Dal giorno dell'annuncio del suo arrivo sui canali social dei movimenti, lo scorso sabato, in città è partito il tam-tam, tra chi l'ha definito un atto provocatorio - sul manifesto la Procura di Pordenone ha aperto un'inchiesta dopo l'esposto del Pd - chi si chiedeva se sarebbe tornato a parlare del caso o chi ipotizzava contestazioni. Alla fine, la fiaccolata è stata tranquilla e non si è parlato del volantino-gate. A margine, Ponzio ha risposto alle domande: «Non sono venuto per provocare».









