L'accordo su cosa fare c'è. Una lista serrata di cadenze pure. Adesso, all'indomani del “ritiro” nel castello fiammingo di Alden Biesen, tocca decidere come (ed eventualmente con chi) andare avanti. Dai prossimi giorni fino a fine giugno, Bruxelles e le capitali dei Ventisette saranno impegnate in una maratona per definire i contorni della nuova Europa della competitività; misure che andranno poi approvate dal Parlamento Ue e dai governi riuniti nel Consiglio. Si va dalla attrazione negli appalti pubblici per ciò che è prodotto nell'Unione a una burocrazia più agile al servizio delle imprese, da regole meno rigide sulle concentrazioni che consentono la creazione di “campioni” Ue fino a una vera integrazione dei mercati finanziari per convertire il risparmio privato in investimenti. «I leader hanno accettato la sfida posta da Enrico Letta (autore di un report in materia, ndr) di passare da un mercato unico incompleto a un solo mercato per tutta l'Europa. È urgente e dobbiamo farlo tra 2026 e 2027», ha detto il presidente del Consiglio europeo António Costa, paragonando la nuova riscossa Ue al salto di qualità compiuto un anno fa con la difesa. Il primo test sarà il 19 marzo, in occasione del prossimo summit dei capi di Stato e di governo. Prima e dopo, arriveranno sul tavolo le misure concrete di quella che si delinea come la “roadmap” per la competitività. Vediamole nel dettaglio.
La roadmap della nuova Europa, dall'energia ai mercati: ecco tutte le misure
L'accordo su cosa fare c'è. Una lista serrata di cadenze pure. Adesso, all'indomani del “ritiro” nel castello fiammingo di Alden Biesen, tocca decidere come (ed...











