Nel castello di Alden Biesen, al confine tra Belgio e Olanda, i Ventisette mettono la prima pietra della nuova Europa della competitività. «Da 27 mercati vogliamo passare a uno solo», annuncia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del “ritiro” tra i leader Ue dedicato alle riforme per tornare a crescere. Il ritrovo è il punto di partenza: nelle prossime cinque settimane, Bruxelles e le capitali nazionali dovranno escogitare una “roadmap”, una tabella di marcia per passare dalle parole ai fatti già al prossimo vertice, il 19 marzo. Dopo di ché, una serie di scadenze serrate sarà chiamata a completare il mercato unico tra quest’anno e il prossimo, ha indicato il presidente del Consiglio europeo António Costa.
Lo slogan “da 27 a 1” come programma di lavoro è una citazione dell’ex premier Enrico Letta. Proprio Letta, autore di un report sul tema, ieri ad Alden Biesen ha ricordato ai leader dell’Ue che «il mercato unico è la nostra migliore risposta a Donald Trump e il fondamento della nostra sovranità», e ha proposto un “One Market Act” articolato su energia, connettività e mercati finanziari.
Presente al castello anche l’altro ex presidente del Consiglio italiano (e della Bce) “penna” dietro un secondo report sulla competitività Ue, Mario Draghi. Non ha pronunciato il “whatever it takes”, come ai tempi del salvataggio dell’euro, ma Draghi ha indicato ai Ventisette la necessità di non perdere altro tempo. Dalla sua relazione sono passati 18 mesi e - secondo il monitoraggio ad opera dello European Policy Innovation Council - solo il 15% delle 383 raccomandazioni è stato pienamente attuato.












