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14 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:17

Una protezione di marca francese. Jet Rafale dotati di testate atomiche da schierare in Germania, Polonia, Danimarca, Paesi Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) e Svezia. “Ho avviato colloqui riservati con il presidente francese sulla deterrenza nucleare europea”, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco; l’obiettivo, per Berlino, è evitare la nascita di “zone con livelli diversi di sicurezza all’interno dell’Europa”. Merz comunque precisa: non si tratterebbe di una attività alternativa, ma di una protezione “aggiuntiva” a quella di marca Nato.

Un contesto nuovo per l’Europa, sulla base dei cambiamenti imposti dall’America di Trump. Anche se a Monaco il segretario di Stato americano Rubio assicura: “Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l’Europa debba sopravvivere. In definitiva, il nostro destino è intrecciato al vostro”. Resta il dato di fatto: con un capo della Casa Bianca che fornisce ogni giorno una chiave di lettura diversa rispetto al conflitto in Ucraina avviato dalla Russia con una invasione che dura da quattro anni, l’Europa ha capito che è il momento di fare da sola.