MONACO - La Conferenza sulla sicurezza di Monaco rilancia l’ipotesi di ombrello nucleare paneuropeo. Nel discorso di apertura, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha affermato di aver avviato colloqui confidenziali con il presidente francese, che ha a sua volta confermato nel proprio intervento. Macron è stato anzi più esplicito: l’Europa, ha detto, deve concentrarsi su una strategia a lungo termine, che comprenda la creazione di capacità di attacco profondo e la valutazione di come il deterrente nucleare francese possa inserirsi nella futura architettura di sicurezza dell’Unione.

La minaccia russa

È uno dei frutti più avvelenati e inquietanti del nuovo disordine mondiale e della crisi di fiducia tra Stati Uniti ed Europa, con quest’ultima che si scopre troppo dipendente da Washington anche per la deterrenza nucleare. E così torna l’incubo degli anni della Guerra Fredda, messo a bada dopo il crollo dell’Unione sovietica, ma risvegliato dalle frequenti allusioni di Vladimir Putin e dei suoi uomini, che hanno accompagnato tutta la durata della lunga guerra contro l’Ucraina.

Solo l’accenno all’arsenale russo ha costretto Kyiv a combattere con una mano legata dietro la schiena, con forti limitazioni alla capacità di colpire più in profondità nel territorio nemico gli impianti di fabbricazione e le basi dalle quali vengono lanciati droni e raid aerei. Gli alleati hanno costantemente frenato sulla consegna e sull’utilizzo di missili anche a medio raggio, per il timore di ritorsioni, fortissimo soprattutto a Berlino e in particolare durante il cancellierato del socialdemocratico Olaf Scholz.