Clamoroso al Cibali: la sinistra ha scoperto che l’immigrazione incontrollata rappresenta un (enorme) problema per l’Italia. Non solo. La rive gauche della politica italiana (udite udite) si è persino accorta che esiste un nesso logico, evidente, scritto nei numeri tra il numero di clandestini e l’aumento dei reati. In particolar modo quelli più odiosi, contro le persone. C’è una storia incredibile che giunge dall’Emilia Romagna. O.M. è nato in Marocco il 29 gennaio del 1997 ed è sbarcato a Lampedusa il 10 marzo del 2009. Quindici anni fa. Nel 2020 il governo giallorosso, il Conte II, quello guidato dal M5S e dal Pd, decise di approvare una vera e propria sanatoria. Una misura ribattezzata «ius Covid». Dopo aver fallito l’approvazione dello ius soli nella precedente legislatura, la sinistra decise di sanare i lavoratori in nero con la scusa dei pomodori che nessuno poteva raccogliere e che quindi rischiavano di marcire nei campi. Una follia, denunciata a gran voce dal centrodestra. L’articolo in questione, inserito all’interno del cosiddetto decreto Aprile, venne messo a punto dall’allora ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, in stretto contatto con Palazzo Chigi. La scusa era rappresentata dalla (presunta) volontà di «garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva, in conseguenza dell’eccezionale emergenza sanitaria connessa alla diffusione del contagio da Covid-19». In realtà, l’intento dell’universo progressista era semplicemente quello di regalare il permesso di soggiorno a chi ne era sprovvisto.
Migranti, il caso del molestatore liberato. Il Pd grida, ma lo salvò il governo giallorosso e il solito giro di toghe
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