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13 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:29
Contro la pioggia di attacchi al procuratore Nicola Gratteri da parte di ministri del governo Meloni, parlamentari di maggioranza e di alcuni consiglieri laici del Consiglio Superiore della Magistratura (in quota centrodestra), scendono in campo 20 consiglieri del Csm. “Nel pieno della campagna referendaria si è costruita una polemica su singole frasi del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri”, scrivono i 18 magistrati e i due laici sottolineando che questo “è un metodo che non serve a nessuno: distorce il senso delle argomentazioni, alimenta contrapposizioni e distrae dal merito di scelte ordinamentali decisive”.
Una dichiarazione congiunta e bipartisan, stilata da Marco Bisogni di Unicost e sottoscritta dai togati Antonino Laganà, Michele Forziati, Roberto D’Auria (di Unità per la Costituzione); Marcello Basilico, Francesca Abenavoli, Maurizio Carbone, Antonello Cosentino, Tullio Morello, Genantonio Chiarelli (di Area); Mimma Miele (di Magistratura democratica); Maria Luisa Mazzola, Maria Vittoria Marchianò, Paola D’Ovidio, Dario Scaletta, Edoardo Cilenti, Eligio Paolini (di Magistratura indipendente) e l’indipendente Roberto Fontana. Hanno firmato anche i consiglieri laici Roberto Romboli (Pd) ed Ernesto Carbone (Italia viva).













