«Quando una toga come Nicola Gratteri utilizza argomenti politici e tesi manipolatorie per sostenere il No alla riforma della magistratura, anziché muovere critiche tecniche e ancorate alla realtà, il segnale è preoccupante».
A cosa si riferisce, avvocato?
«Ho letto l’intervista rilasciata dal procuratore di Napoli al Fatto Quotidiano, ieri. È disarmante vedere un magistrato di quel calibro sostenere falsità, perché ancora qualcuno crede che la sua parola sia Vangelo».
Nell’intervista Gratteri sostiene che, dopo la riforma, avremo una giustizia solo per ricchi e potenti perché il pm smetterà di cercare gli elementi che scagionano l’imputato e si concentrerà solo sulla tesi accusatoria...
«A parte che spesso già accade questo nella realtà, è un discorso sconnesso, direi addirittura grottesco. La riforma non tocca l’articolo 358 del codice di procedura penale, che impone al pm di valutare tutte le prove a favore dell’imputato».














