ROMA. Le voci si rincorrevano da ieri e nei corridoi di palazzo Bachelet in molti supponevano che qualcuno fosse pronto a prendere la parola durante il plenum del Consiglio superiore della magistratura per sollevare il “caso Gratteri”, alimentando così acredine e livore in una campagna referendaria dai toni già estremamente violenti. Sarebbero stati interventi al limite del regolamento, ma «non si può mai sapere» sussurravano i ben informati. Da un lato il procuratore capo di Napoli che, in un’intervista sulla riforma costituzionale della Giustizia, dice che il “Sì” indebolirebbe le toghe e favorirebbe certe consorterie di potere come la massoneria, dall’altro il ministro della Giustizia Carlo Nordio che tuona contro le correnti. Agiscono come un «sistema para-mafioso», dice. Si scatena il putiferio. Dal Guardasigilli nessun passo indietro, al contrario c’è un rilancio. Bagarre politica che travolge anche la sede del Csm. E ieri in tanti pensavano che durante il plenum qualcuno si sarebbe fatto avanti contribuendo a un’animosità che decisamente non si addice ai palazzi istituzionali.

Questa mattina, intorno alle 8, l’avviso ai consiglieri: «La seduta oggi sarà presieduta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella». E «si raccomanda la massima puntualità».