Un appello, pesantissimo e irrituale: Sergio Mattarella ha richiamato il Csm ad abbassare i toni e a restare estraneo alle controversie politiche, intervenendo in prima persona nel plenum di oggi, mercoledì 18 febbraio. Un segnale forte, arrivato nel momento di massima tensione istituzionale, dopo giorni di scontri tra governo e magistratura e con il referendum sulla riforma che prende sempre più corpo all'orizzonte.

Il clima si è ulteriormente scaldato prima con le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che citando un vecchio intervento di Nino Di Matteo ha evocato un "sistema para-mafioso" riferendosi all’organo di autogoverno delle toghe; poi con l’affondo della premier Giorgia Meloni contro "una parte della magistratura politicizzata" accusata di ostacolare l’azione della maggioranza, anche sul terreno dell’immigrazione, il tutto con il video pubblicato dalla premier ieri, martedì 17 febbraio.

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Fino all’ultimo la presenza del Capo dello Stato, che del Csm è presidente, è rimasta incerta. La scelta di sedere a Palazzo dei Marescialli è maturata all’alba, dopo una lunga riflessione privata. Il Quirinale ha avvisato solo in mattinata il vicepresidente Pinelli. Una decisione che lo stesso Mattarella ha definito eccezionale: la sua partecipazione "non si è mai verificata in undici anni", ma era necessario ribadire "la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm".