Un messaggio che trova il plauso del governo e di tutte le forze nell’emiciclo, compreso il ministro Carlo Nordio. «Condivido – chiarisce il Guardasigilli, parlando con alcuni cronisti a Perugia – al 101%. Sin dalle mie prime interviste, ho sempre detto di mantenere il dialogo in termini contenuti». Allo stesso modo, però, spiega come non possa non esserci «una reazione» nel momento in cui vieni accusato di essere «piduista, revanscista e addirittura contiguo con la camorra». Detto ciò, l’obiettivo di via Arenula è sempre stato tenere il confronto «in un ambito civile, pacato e razionale». Solo così, a suo parere, si potrà ragionare sul contenuto della riforma. Un aspetto che, secondo il leader degli azzurri e vicepremier, Antonio Tajani, dovrebbe ispirare tutte le parti, compresi «quei magistrati che hanno incarichi di grande responsabilità». Il riferimento è al procuratore Gratteri che, talvolta, a suo dire, «usa un linguaggio che non è consono al ruolo che svolge».