Meno di un mese fa venivano pubblicate le prime Linee guida italiane sull’uso dell’Intelligenza artificiale nello screening per il tumore al seno. Un documento importante, che va oltre a quanto già indicato a livello europeo. Se queste ultime prevedono l’affiancamento dell’Ai all’attuale protocollo di screening, quelle italiane introducono il concetto di un primo triage basato sull’Ai. E cioè: un software selezionerà le immagini radiologiche in “non sospette” o “sospette”: le prime verranno quindi analizzate da un solo radiologo senologo, mentre le seconde verranno analizzate, in modo indipendente, da due radiologi senologi, ossia seguendo lo stesso iter attualmente previsto indistintamente per tutte le mammografie all’interno dei programmi regionali di screening mammografico.
La newsletter di Oncodonna
29 Novembre 2024
Dalla teoria alla pratica
Bene, tutto questo - che per ora è sulla carta - diventerà realtà innanzitutto all’interno di un grande studio prospettico multicentrico, Breast.Ai, che punta a coinvolgere 75 mila donne, e che vedrà il Gruppo Italiano Screening Mammografico (Gisma) fare da supervisore e supporto. Lo studio nasce infatti dall’accordo tra Gisma e la start up tecnologica torinese Health Triage, che ha sviluppato il software BreastNegative per analizzare le mammografie e restituisce un grado di sospetto della presenza di un tumore. L’obiettivo è convalidare un nuovo approccio che potrà poi essere adottato in tutti i programmi di screening prossimi venturi.







