Omocisteina, per i non esperti della materia è una sorta di Carneade, ovvero misconosciuta. Ultimamente però sta scalando il grado di notorietà e contestualmente sta generando una nuova paura, al posto della paura dell’eccesso di colesterolo e con ogni probabilità questa nuova paura surclasserà la precedente. L’omocisteina è un marker predittivo di malattie cardiovascolari e sistemiche. È un amminoacido solforato prodotto dal metabolismo della metionina che, a sua volta, è un amminoacido essenziale di cui sono ricchi i cibi di origine animale, come le carni, i formaggi stagionati e simili e le uova. Essa viene metabolizzata dal corpo che la trasforma nuovamente in metionina, oppure in semplici amminoacidi eliminati facilmente dall’organismo attraverso le urine.

Il suo metabolismo viene finemente regolato grazie all’attività di vitamine del Gruppo B, che, proprio per questo, non debbono essere mai deficitarie. Dette vitamine sono cofattori nella trasformazione dell’omocisteina e quindi se carenti si determina un grave accumulo, detto iperomocisteinemia. Oggi questo accumulo è considerato un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e vascolari periferiche. I fattori di rischio convenzionali per le malattie cardiovascolari comprendono il fumo, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, ma anche la familiarità col diabete.