Quando si parla di osteoporosi si pensa spesso a una malattia legata solo all’età o alla menopausa, ma in realtà le ossa iniziano a indebolirsi molto prima che compaiano i primi segnali. L’osteoporosi è una condizione caratterizzata da una progressiva perdita di densità ossea che rende lo scheletro più fragile e vulnerabile alle fratture, anche in seguito a traumi lievi.

In questo processo, l’alimentazione ha un peso enorme, sia in chiave preventiva sia come supporto alle terapie. Le ossa, infatti, non sono strutture statiche: si rinnovano continuamente. Per farlo hanno bisogno di nutrienti specifici che arrivano proprio dal cibo che consumiamo ogni giorno. Una dieta povera, monotona o sbilanciata può accelerare la perdita di massa ossea, mentre un’alimentazione adeguata contribuisce a mantenerle forti e resistenti nel tempo.

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Il nutriente più noto quando si parla di ossa è senza dubbio il calcio. È uno dei principali componenti dello scheletro e deve essere assunto regolarmente, perché l’organismo non è in grado di produrlo da solo. Latte e derivati restano una fonte importante, ma non sono le uniche opzioni: anche alcune verdure a foglia verde, la frutta secca, i semi, il tofu e le acque minerali calciche possono contribuire in modo significativo all’apporto quotidiano. Distribuire il calcio nei pasti della giornata aiuta inoltre a migliorare l’assorbimento.