Da una parte ci sono infarto ed ictus, con le placche sulle arterie che si rompono e ostruiscono il passaggio del sangue causando la lesione cardiaca o cerebrale. Dall’altra c’è il colesterolo LDL, che in qualche modo rappresenta il fattore causale della rottura della placca stessa e degli eventi che ne seguono. Nel mezzo ci sono i farmaci che consentono di ridurne i livelli, primi tra tutti le statine, che hanno letteralmente modificato la curva del rischio cardiovascolare in senso positivo.
Il problema è che molte persone sospendono il trattamento, temendo effetti collaterali legati all’assunzione di queste terapie. Ma questi effetti ci sono davvero? E soprattutto, sono in numero così elevato da dover portare all’abbandono della cura in una percentuale tanto alta di casi?
Infarto, si studia farmaco “tre in uno”: agirà su colesterolo, peso e fegato grasso
06 Gennaio 2026
La risposta dai numeri












