Colesterolo: più è basso e meglio è. Non solo per la salute del cuore ed il rischio infarto ed ictus, ma anche per il benessere del cervello. Se questa è la teoria generale cui dobbiamo affidarci, bisogna poi comprendere che non tutto il colesterolo viaggia nel sangue legato agli stessi trasportatori. In questo senso, ci sarebbero alcune lipoproteine (appunto i trasportatori del colesterolo) che sarebbero più facilmente associate ad una maggiore probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer. In pratica, quanto più sono alte queste LDL (ovvero il colesterolo definito “cattivo”) tanto maggiore sarebbe la probabilità di andare incontro a decadimento cognitivo nella terza età.

A definire questa ed altre associazioni, consigliando sempre il monitoraggio del profilo lipidico del soggetto a rischio di infarto ed ictus anche per proteggerlo da potenziali deficit cognitivi, è una ricerca pubblicata su Neurology e condotta dagli esperti dell’Università del Texas di San Antonio (primo autore Sokratis Charisis), insieme ad esperti dell’Università di Boston, dell’Università del Texas Rio Grande Valley e del Framingham Heart Study.

Colesterolo LDL e grassi nel sangue, come e perché proteggersi dal rischio infarto