Le statine sono una delle categorie di farmaci più utilizzate al mondo. Sono raccomandate a tutti coloro che hanno avuto un infarto, un ictus o un altro evento ischemico, per ridurre le probabilità di un ulteriore episodio. Questi farmaci possono essere prescritti anche a scopo preventivo a persone che, per ragioni genetiche o per la somma di altri fattori, sono considerate ad alto rischio e in cui la dieta e l'esercizio fisico non bastano ad abbassare i valori di colesterolo nel sangue. La cura andrebbe proseguita per tutta la vita, ma alcuni pazienti la interrompono a causa di effetti indesiderati a livello muscolare. Qualcuno suggerisce che questi si potrebbero evitare con supplementi a base di coenzima Q10, ma non esistono prove solide che sia così.

Come funzionano le statine?

I principi attivi di questi farmaci (atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pitavastatina, rosuvastatina e simvastatina) possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari con diversi meccanismi, per esempio rimuovendo il colesterolo LDL dal sangue, facendo scendere i livelli di trigliceridi ed esercitando un'attività antinfiammatoria che contribuisce a proteggere le pareti delle arterie. Il loro effetto principale è però l'inibizione di un enzima, detto HMG-CoA reduttasi (in forma estesa, idrossi-metilglutaril-coenzima A reduttasi), fondamentale per la sintesi epatica del colesterolo: infatti, il colesterolo è ricavato solo per il 20% da alimenti di origine animale, mentre per l'80% è di natura endogena, cioè, prodotta dall'organismo stesso. La stessa reazione chimica inibita dalle statine serve a produrre anche ubichinone, detto coenzima Q10, un mediatore importante per il rifornimento di energia alle cellule. In passato si è stimato che i livelli di questa sostanza si dimezzino già entro il primo mese di trattamento con le statine. Per questa ragione, si è provato ad associare ai farmaci supplementi a base di coenzima Q10, sperando così di contrastare i disturbi muscolari che possono insorgere in chi è sottoposto a questo trattamento. Lo stesso può accadere a chi assume integratori a base di riso rosso fermentato, dal momento che la loro efficacia dipende dal fatto di contenere una statina naturale, la monacolina K.