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12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:47

Al danno di un Comune commissariato dopo l’arresto di un sindaco corrotto, si aggiunge la beffa che l’elezione di quel sindaco andava annullata. Le cronache del “Sistema Sorrento” non smettono di stupire. L’ultimo colpo di scena arriva dal Consiglio di Stato. Ha accolto un ricorso della famiglia Morelli, ribaltando una precedente sentenza del Tar e stabilendo che le elezioni del settembre 2020, quelle concluse con la vittoria del sindaco Massimo Coppola, arrestato a maggio e poi di nuovo a luglio 2025 per numerose accuse di induzione indebita e corruzione, non sono state regolari.

La storia non si fa coi se e coi ma, però se la giustizia amministrativa fosse stata più celere, Sorrento forse si sarebbe risparmiata 35 appalti e affidamenti ritenuti illegittimi, 18 milioni e mezzo di euro impegnati attraverso procedure viziate, 16 arresti, e la vergogna di uno scioglimento dell’amministrazione comunale per le dimissioni di un sindaco finito in carcere in flagranza di reato, con ancora i soldi dell’ultima mazzetta addosso.