Il testo definitivo ancora non lo ha visto nessuno.
Ma già la lettura delle bozze del disegno di legge sull'immigrazione ha fatto scattare non solo le proteste delle Ong per il blocco navale - una "promessa mantenuta" lo celebra Giorgia Meloni - ma anche la dura reazione delle opposizioni che hanno scovato tra i 17 articoli una misura che, a una prima lettura, limita i poteri ispettivi dei parlamentari ponendo dei paletti al libero accesso ai Cpr.
Un fatto "molto grave" per cui vanno presi provvedimenti subito, stralciando eventualmente la norma al suo arrivo in Parlamento se non ci dovesse essere prima una "marcia indietro", chiedono in Aula alla Camera Pd, Avs, M5s e Riccardo Magi di +Europa, che per prima aveva denunciato "con sconcerto" la novità. Smentita, mentre si alzava il muro delle opposizioni, dal Viminale.
La norma incriminata, come si legge nell'ultima bozza in circolazione, riscrive le regole per le visite ai Cpr, prevedendo che possano accedervi senza autorizzazione, tra gli altri, "i membri del Governo e del Parlamento nazionale e i loro collaboratori stabili incardinati nell'ambito del loro ufficio, limitatamente alla facoltà di colloquio con gli stranieri presenti nei centri che ne fanno richiesta".











