Nuovo giro, altra stretta sulla sicurezza. L’appuntamento è per domattina a Palazzo Chigi. Il menù informale, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, prevede: norme contro l’immigrazione illegale. Dai rimpatri alla protezione per chi sbarca fino al “blocco navale”, antica promessa elettorale del centrodestra, il governo prepara la fase due.

A una settimana dal decreto legge sulle tutele legali agli agenti di polizia e le manifestazioni di piazza. Ancora una volta è la cronaca a far atterrare sul tavolo circolare del Cdm il pacchetto sicurezza. Già perché la nuova normativa anti-sbarchi si concentra anche contro la minaccia terroristica. Rievocata in queste ore dai big del governo, da Giorgia Meloni a Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, dopo i sabotaggi e gli attacchi alla logistica delle Olimpiadi.

Tutto si tiene. E c’è da scommettere che intorno al ddl sui migranti si concentrerà lo scontro politico fra maggioranza e opposizioni in Parlamento. Sotto lo sguardo severo del Quirinale che osserva e dialoga con Palazzo Chigi e se necessario è pronto a chiedere altre limature. Il “blocco navale”, si diceva, è il piatto forte della prossima riunione di Meloni e i suoi ministri. Di che si tratta? Nulla a che vedere con la muraglia di navi militari promessa alla vigilia delle scorse elezioni politiche da un pezzo di centrodestra. Ma comunque di blocco si tratta. «Interdizione temporanea del limite delle acque territoriali per minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale», recita il titolo dell’articolo dedicato in una bozza letta dal Messaggero. Solo in casi eccezionali il Cdm potrà chiedere di bloccare le imbarcazioni con i migranti prima che varchino le acque territoriali. Cinque i casi individuati: «Rischio concreto di atti di terrorismo» o «infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale»; «pressione migratoria eccezionale»; «emergenze sanitarie di rilevanza internazionale» e infine «eventi internazionali di alto livello». Il blocco durerà trenta giorni ma potrà essere prorogato di altri trenta e fino a un massimo di sei mesi e i migranti a bordo delle navi fermate potranno essere trasferiti anche in Paesi terzi diversi da quelli di provenienza «con i quali l’Italia ha stipulato accordi o intese». Vedi l’Albania. Meloni ha garantito in tv che sull’immigrazione illegale il governo fa sul serio. Di qui l’accelerazione per il via libera già in questo Cdm al Ddl. Nel testo confluiranno le norme di recepimento del nuovo Patto europeo di migrazione e asilo. Fra queste la ridefinizione del sistema di accoglienza, la riduzione o revoca dei benefici e della libertà di circolazione dei migranti sul territorio nazionale e insieme un giro di vite sulla protezione internazionale.