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Una più compatta ed efficiente, l’altra più ricca e confortevole: le due vetture interpretano il segmento C con due ricette diverse ma complementari

Milano è un giudice severo. Non concede tregua: semafori ravvicinati, binari del tram, pavé, corsie che si stringono all’improvviso. È qui che abbiamo messo alla prova le nuove Symbioz e Austral, due SUV di segmento C che condividono la filosofia full hybrid ma interpretano in modo diverso lo stesso concetto di mobilità efficiente. E proprio tra centro e prima periferia è emersa con chiarezza la loro personalità: distinte, complementari, entrambe convincenti.

Symbioz è la novità tecnica più interessante. Sotto il cofano debutta il sistema Full Hybrid E-Tech 1.8 da 160 CV, con due motori elettrici, batteria da 1,4 kWh e trasmissione multimodale a innesto a denti senza frizione. Il dato dichiarato da Renault di 4,3 l/100 km WLTP e 98 g/km di CO₂ racconta l’ambizione di efficienza del progetto. Ma al di là dei numeri, è la sensazione al volante che colpisce: in città l’auto si muove con naturalezza, sfrutta bene la componente elettrica nelle ripartenze e accompagna il traffico con una fluidità che rende la guida rilassata. Nel nostro test urbano la Symbioz ha dato l’impressione di “guidare compatta”: facile da inserire nelle svolte strette, stabile anche quando il fondo non è perfetto, sempre progressiva nella risposta. Tiene bene la strada, non si scompone sui cambi di direzione e riesce a coniugare comfort e precisione con un equilibrio riuscito. È un SUV che nasce per la città, ma non si limita a essa: nei tratti più scorrevoli mantiene compostezza e solidità, dimostrando di essere adatto anche a contesti extraurbani.