Le parole d’ordine per la nuova Europa dovranno essere «competitività» e «industria». Competitività che il Vecchio Continente sta perdendo - soprattutto per le sue barriere interne - rispetto all’aggressività tecnologica e commerciale di America e Cina. Industria, o meglio richiesta alla politica europea di riportare l’industria (in primis quella dell’auto) al centro della propria agenda in termini di investimenti, di semplificazioni normative e ambientali, non fosse altro perché proprio la manifattura resta il principale motore di innovazione e benessere per i 450 milioni di abitanti dell'Unione europea.
Oggi al Castello di Alden Biesen, Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever - premier di Italia, Germania e Belgio - hanno organizzato un prevertice con altri loro colleghi per parlare di industria, prima dell’avvio del vertice informale voluto da Ursula von der Leyen e Antonio Costa per mettere le basi a una piattaforma sulla competitività.
Gli sherpa di Roma, Berlino e Bruxelles fanno sapere che è prematuro parlare di una proposta - anche perché i giochi si faranno a marzo - o di un piano articolato, che invece è in continua evoluzione. Sono girate delle bozze, per lo più delle keynote, inviate in questi giorni in ambienti diplomatici, che però hanno come matrice il protocollo d’intesa firmato da Meloni e Merz lo scorso gennaio e un più recente Non Paper dei due Paesi proprio per l’incontro che avrà inizio oggi.












