La Commissione europea sta percorrendo una linea delicata per rilanciare la competitività dell’UE, considerata indispensabile per preservare l’indipendenza strategica del continente. Il percorso privilegiato sembra ormai la cooperazione rafforzata tra Stati membri (almeno nove), cioè soluzioni “à la carte” invece dell’unanimità a 27. Nella lettera inviata da Ursula von der Leyen ai leader in vista del ritiro sulla competitività (giovedì al castello di Alden Biesen, convocato da António Costa), la presidente sottolinea l’ambizione di procedere tutti insieme, ma invita a non essere timidi e a usare, se necessario, la cooperazione rafforzata prevista dai Trattati.
L’obiettivo del meeting è definire un’agenda concreta con impegni precisi, dopo anni di discussioni su Mercato unico, Unione dei capitali e energia. Si insiste su semplificazione, snellimento normativo e accelerazione dei processi, mentre il decision-making tra Commissione, Consiglio e Parlamento spesso si blocca. Il contesto è complicato: tensioni con il Parlamento (soprattutto dal lato tedesco), il ritorno di Trump alla Casa Bianca, relazioni transatlantiche sotto pressione e un calendario elettorale fitto (Ungheria, poi Francia, Italia, Polonia).










