Difesa dell'industria - i due promotori sono pur sempre le prime due economie manifatturiere dell'area - rafforzamento del libero mercato non soltanto all'interno ma anche all'esterno della Ue, soprattutto semplificazione delle regole del Vecchio Continente, iniziando anche dal processo legislativo, oggi lungo e spezzattato in troppi passaggi anche per il tentativo di coinvolgere e convincere i soggetti più disparati.

Il motore italo tedesco dell'Europa - con il suo Tavolo per la competività lanciato dai rispettivi leader, Giorgia Meloni e Friedrich Merz - inizierà giovedì la sua battaglia per riformare profondamente l'Unione europea da qui al 2029. Anche inclinando i rapporti con quello che dal dopoguerra in poi è stato il maggiore alleato della Germania, la Francia di Emmanuel Macron, in questa fase più attento verso programmi di sovranità europea e strumenti protezionistici come il Made in, non caso respinto senza esitazioni dall'industria tedesca. In questa direzione, non a caso, le associazioni imprenditoriali di Roma e Berlino (per esempio nei campi della difesa o dello shipping) stanno già stringendo memorandum per condividere strategie comuni, in linea con quella proposta dai capi dei due governi.