Dopo diversi rinvii, la Commissione Europea propone l’Industrial Accelerator Act, una strategia per l’industria che fissa criteri di “Made in Europe” e “basse emissioni di carbonio” per l’accesso ad appalti e sovvenzioni pubbliche. L’obiettivo è garantire che l’industria manifatturiera rappresenti il 20% del Pil Ue entro il 2035.
I settori strategici coinvolti
La proposta della Commissione nasce in risposta a un panorama geopolitico caratterizzato dalla “weaponisation” delle dipendenze economiche e da una riduzione della quota del settore manifatturiero sul PIL dell’Ue (scesa dal 17,4% del 2000 al 14,3% del 2024). Per invertire questa tendenza e tutelarsi da dipendenze pericolose, il regolamento interviene su alcuni settori strategici: l’industria ad alta intensità energetica (come acciaio, cemento, alluminio e chimica), l’automotive e le tecnologie pulite.
Quote minime di materiali low-carbon
L’Industrial Accelerator Act punta a introdurre, dal gennaio 2029, quote minime di prodotti a basso contenuto di carbonio e di origine europea nei settori delle costruzioni e dell’automotive. Le quote di materiali a emissioni ridotte sono fissate al 25% per l’alluminio e al 5% per il cemento. Per l’acciaio sarà invece previsto solo un requisito minimo del 25% di contenuto low-carbon.











