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4 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:55
Industrie ad alta intensità, automotive e tecnologie pulite. Dopo vari rinvii, la Commissione europea ha proposto l’Industrial Accelerator Act, la strategia per l’industria con cui fisserà criteri di “made in Europe” e di “basse emissioni di carbonio” per l’accesso ad appalti pubblici e altre forme di sovvenzioni pubbliche. Il regolamento vede la luce dopo settimane di trattative intense e si applica a settori industriali strategici, come alluminio, cemento, acciaio, pannelli solari, nucleare e veicoli elettrici. L’obiettivo complessivo è garantire che l’industria manifatturiera rappresenti il 20% del Pil Ue entro il 2035 (nel 2024, il settore rappresentava il 14,3%).
La proposta prevede che dal gennaio 2029 nei settori delle costruzioni e dell’automotive si applichino quote minime di prodotti a basso contenuto di carbonio e di origine europea: 25% per l’alluminio e 5% per il cemento. Per l’acciaio sarà invece previsto solo un requisito minimo del 25% di contenuto low-carbon. Il regolamento, dunque, contiene norme dall’applicazione mirata e limitata ad alcuni settori (come le tecnologi verdi e l’automotive) che si applicherebbero quando in gioco c’è denaro pubblico, come negli appalti e nei casi in cui sono previsti incentivi.









