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Benché non definitive, le modifiche approvate martedì sono una dimostrazione della sempre maggiore diffusione di posizioni più dure sulla gestione dei migranti in arrivo in Europa, favorite anche dal rafforzamento dei partiti di destra e soprattutto di estrema destra in vari paesi europei. Tra le modifiche approvate martedì ce n’è una che definisce “sicuri” paesi come l’Egitto o la Tunisia, dove le violazioni dei diritti umani sono frequenti: definirli “sicuri” significa rendere più facile respingere le richieste di asilo delle persone che provengono da quei paesi, e quindi espellerle. Un paese è considerato sicuro se rispetta le libertà e i diritti civili e se ha un ordinamento democratico, ma finora ogni paese dell’Unione ha deciso autonomamente quali paesi considerare sicuri, con interpretazioni opinabili.
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