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8 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:40

Rimpatri più facili e veloci, via libera agli hub nei Paesi Terzi Sicuri (la cui lista si allunga). Il Consiglio Ue ha approvato il nuovo regolamento che riforma le politiche di migrazione europea in chiave restrittiva. Non solo si rivede il concetto di Stato cosiddetto “sicuro”, ma si ampliano anche le circostanze in cui una domanda di asilo può essere respinta perché considerata inammissibile. Contrari Spagna, Grecia, Francia e Portogallo, ma la maggioranza qualificata è stata comunque raggiunta. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a margine del Consiglio Ue, si è detto “molto soddisfatto”: “Sono temi ai quali l’Italia annette molta importanza. Credo di poter dire, senza tema di smentite che l’Italia ha giocato un ruolo importante per l’approvazione di questi regolamenti, ma anche per l’immissione nella discussione di questi temi considerati così importanti”. Stessa linea tenuta da Fratelli d’Italia: “In Europa passa la ‘linea Meloni’. Il modello italiano di contrasto all’immigrazione illegale è diventato un riferimento internazionale di ordine, sicurezza e responsabilità”.

Si è detto soddisfatto anche il ministro socialdemocratico per l’Immigrazione della Danimarca, Rasmus Stoklund: “Ora disponiamo del quadro giuridico affinché gli Stati membri possano creare centri di accoglienza e altre soluzioni di questo tipo con i Paesi terzi. Potremo spendere le risorse in modo molto migliore, perché saremo in grado di respingere le persone che non hanno motivo di chiedere asilo e di creare meccanismi che ci consentano di rimpatriarle più rapidamente”. Nonostante questo accordo però, come analizzato da ilfattoquotidiano.it, il rischio è che lo scontro si sposteri nei tribunali. Sul tema si era espressa, il 3 dicembre scorso, anche la commissione Libe del Parlamento Ue: in quel caso il voto è passato grazie all’asse tra Ppe e l’ultradestra. “Fanno a pezzi il sistema d’asilo in Europa. Stiamo validando la possibilità di spedire le persone in Paesi Terzi con cui non hanno alcun legame”, aveva dichiarato l’europarlamentare dem Cecilia Strada.