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Gli spot per il Super Bowl nascondono una rivolta "hot" al politicamente corretto

Il lato B delle americane ci salverà dallo tsunami woke che ha travolto l'Occidente. C'era una volta un tempo in cui la Levi's portava dentro alle nostre televisioni una pubblicità perfetta, di quelle che Hollywood sapeva (e tavolta sa ancora) fare alla grande. Lei, bellissima. In fuga. Bagni pubblici. Entra, trafelata. Lui lì, stravaccato su una sedia: occhiali da sole piantati contro il viso e bastone da cieco impugnato nella destra. Al tempo cieco si poteva ancora dire, oggi sarebbe meglio scrivere ipovedente. Ma ci siamo capiti. Lei, dunque, bellissima. In fuga, per l'appunto. Deve cambiarsi, per non farsi riconoscere. Il tempo è scarso e così, non essendoci nessuno se non il cieco, ecco che si spoglia davanti a lui. Resta in biancheria intima e tatuaggio, una croce nera su pelle bianca. Poi si riveste, indossa i jeans e via. Solo che il cieco non è cieco. Aspetta quello vero, di cieco, che è in bagno. E quindi, lo spettacolo se lo è goduto tutto, dall'inizio alla fine.