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Seattle trionfa sul campo, ma il Super Bowl si infiamma fuori dallo stadio. Lo show di Bad Bunny diventa un caso politico social, mentre messaggi simbolici sul palco e gesti degli atleti alimentano lo scontro mediatico
I Seattle Seahawks hanno vinto il sessantesimo Super Bowl, la finale della National Football League, contro i New England Patriots giocata ieri notte a Santa Clara in California, ma la vera e forse più aspra battaglia, tutta mediatica cominciata sugli schermi tv immediatamente esplosa sui social media e in rete, si è consumata tra Bad Bunny e Donald Trump. L’artista latino-americano si è esibito durante l’intervallo, che cade sempre alla fine del secondo quarto ed è uno dei momenti di maggior interesse per il pubblico, e il presidente Trump ha pubblicato mezz’ora dopo sull’account Truth un lungo post in cui ha criticato duramente la performance definendola “un affronto alla grandezza dell'America, non ha senso e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza”.












