Italia-Stati Uniti, destini paralleli. Si è detto mille volte, per esempio, che Sanremo è il Superbowl italiano, nel senso dell’evento televisivo più atteso e importante del palinsesto annuale. E così, mentre qui da noi il governo di Giorgia Meloni monopolizza il dibattito politico con il caso del ritiro del comico d’area Andrea Pucci dal prossimo Festival della canzone italiana, Donald Trump continua a polemizzare contro la partecipazione del rapper portoricano Bad Bunny come ospite canoro alla partita che decide la stagione del football americano. Alla faccia delle violenze dell’Ice, dei dazi e di relazioni internazionali non sempre coerenti. Ma ormai la politica, prima dei voti, va a caccia di like social.

Partiamo comunque dal campo di gioco. In un match senza storia i Seahawks di Seattle hanno dominato il Super Bowl LX stracciando i Patriots del New England 29 a 13, eppure il trionfatore della finalissima del football americano è stato proprio il rapper portoricano Bad Bunny che ha lanciato dal Levi’s Stadium un messaggio di unità al Paese: «Assieme siamo l’America, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore». Inevitabili le polemiche politiche, con «The Donald» che ha tuonato sul social di sua proprietà Truth: «È stato lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America. Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini».